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Per essere felici si dovrebbe essere capaci di stare di fronte, il che significa, sperimentare, le cose esistenti.
L’infelicità è soltanto questo: l’incapacità di stare di fronte a ciò che c’è.
Da qui: (1) essere in grado di sperimentare ogni cosa.
Il lato “effetto” della vita merita un’attenta considerazione. Anche il lato “causa autodeterminata” merita dell’attenzione.
Il creare soltanto quegli effetti che gli altri potrebbero sperimentare con facilità ci fornisce una nuova chiara regola di vita. Poiché, se una persona agisce in tal modo, che cosa potrebbe mai fare da dover poi tenere nascosto agli altri? Non vi è alcuna ragione di tener celate le proprie azioni o rinnegarle (il che è lo stesso), se tali azioni sono sperimentate dagli altri con facilità.
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